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CONDOTTA AL GUINZAGLIO

ARTICOLI EDUCAZIONE CINOFILA

CONDOTTA AL GUINZAGLIO

Prima di incominciare a parlare della Condotta al Guinzaglio voglio fare una premessa.

Mi rendo conto che è molto facile dire o scrivere tante belle cose a riguardo alla convivenza tra Uomo & Cane ma mi rendo anche conto che è altrettanto difficile applicarlo quando poi la persona è alla prima esperienza con un 4 zampe.
Come le persone anche i cani sono diversi uno dall'altro non solo per quanto riguarda la razza ma anche per quanto riguarda il carattere.
Quindi a parte l'aiuto che viene dato attraverso i testi, sta alle persone trovare la giusta chiave di lettura per interagire con il proprio Amico a 4 Zampe, ricordandosi che non solo il cane dovrà imparare a comportarsi ma anche noi dovremo imparare a farlo cambiando il nostro modo di pensare e di vedere le cose sono un'ottica più canina.
Quindi il relazionare con il mondo esterno, il giocare, il viverci insieme sono ottimi ingredienti per costruire un buon rapporto.

QUINDI INIZIAMO…

La prima cosa che non vogliamo dal nostro cane è proprio quella di camminarci in fianco durante le nostre passeggiate anche purché la cosa che a noi fa più piacere è dare una buona impressione del nostro cane agli occhi della gente.
Un cane ben educato viene lodato, guardato, apprezzato; un cane furioso che tira invece passa per un cane maleducato da evitare.
Ma cosa occorre per far si che il nostro cane stia al nostro fianco in modo composto e per lo meno che ci permetta di non trasformare una passeggiata in una maratona o salto ad ostacoli???

Occorre che ci sia un buon rapporto tra Uomo & Cane, e che entrambi abbiano piacere di stare insieme.
Una buona socializzazione da parte del cane. Un cane ben socializzato abituato alla relazione con altri cani e persone non tirerà il guinzaglio per andargli incontro pechè la sua curiosità sarà appagata dal fatto che è una situazione che conosce.
Un buon esercizio fisico che funga da valvola di sfogo; un cane che giornalmente gioca con il padrone, esplora, e affronta situazioni nuove risulterà uncina appagato, al contrario di un cane che rimane rinchiuso per ore in casa o rilegato in giardino da solo, una volta uscito i mille odori che percepirà lo porteranno a una corsa folle verso l'esplorazione trasformando la passeggiata in una maratone con il risultato che lui non avrà il giusto sfogo e il conduttore si stuferà presto riducendo quindi il tempo dell'uscita in passeggiata.
Un'ultima cosa il Conduttore deve sapere come si conduce un cane al guinzaglio.
Perché attraverso il guinzaglio possiamo trasmettere paure o ansia al nostro cane,con la conseguenza di un comportamento indesiderato da parte del cane (TIMORE - PAURA - DOMINANZA).
Quindi ricordare:

  • BUONA SOCIALIZZAZIONE CON PERSONE E COINSPECIFICI
  • BUONA PADRONANZA DEL CANE



LA MAESTRIA SI ACQUISISCE CON L'ESERCIZIO

Una buona condotta al guinzagli si acquisisce con il tempo e con esercizio.

AL GUINZAGLIO IN MODO DOLCE.

E' utile che il Cane sia stato abituato in precedenza a sopportare il collare o pettorina.
Per imparare ad andare a spasso occorre l'ausilio di un guinzaglio che deve restare molle e non teso durante l'uscita ( il guinzaglio deve fare la pancia) e il cane deve rimanere al vostro fianco.
Quando siete pronti date il comando d'inizio al vostro cane ad esempio "ANDIAMO".

Se il cane vi rimane vicino date un secondo comando vocale come "PIANO" "LENTO" "ADAGIO" e rinforzatelo se il cane lo esegue con un premio o lode, ricordatevi che se elargite i premi il cane con voi deve avere un contatto visivo cioè il cane vi deve guardare.

Se invece il cane incomincia a tirare o vi fermate all'improvviso senza dare importanza al cane oppure cambiate direzione senza chiamarlo e continuate così fino a quando il cane non vi guarderà con aria interrogativa, a quel punto chiamatelo a voi, ridate il comando iniziale "ANDIAMO".

Se il cane eseguirà bene il comando premiatelo o lodatelo in caso contrario riprendete a fermarvi o a cambiare direzione.

Cosa importante il tono della voce ha un ruolo fondamentale deve essere dolce e invitante, un comando arrabbiato o urlato di solito non è ben ascoltato ( il cane ci sente benissimo).

CONDOTTA IN CITTA'

Non possiamo pensare di pretendere dal nostro cane che non ha mai in precedenza visto persone, auto, sentito rumori di città ( a meno che non ci viva), vada tranquillamente a spasso senza paura di nulla.
E' opportuno che sin da cucciolo con sessioni brevi, venga abituato poco per volta al caos cittadino.
Ottenuto questo ora dobbiamo abituare il cane ad obbedirci in ogni situazione nuova.
Ad esempio le biciclette, e i jogger i quali attirano molto spesso i nostri cani, proprio perché si muovono velocemente facendo scattare in loro l'istinto predatorio.
Quindi per evitare che ciò accada dovremo attirare l'attenzione del nostro cane su di noi, magari con l'aiuto di un bel bocconcino.
Quando vediamo le possibili prede (ciclista, jogger, bambino che corre) chiamiamo il nostro cane con voce ferma, facciamolo sedere, la sua attenzione deve rimanere su di noi. Quando la "preda" è passata premiamolo e lodiamolo.
Questo esempio dovrebbe essere ripetuto periodicamente ogni qualvolta che si esce in passeggiate. Rinforzando il comportamento corretto.
Mentre per quanto riguarda gli incontri con altri cani, quando è tenuto al guinzaglio sarebbe bene che li ignorasse per aiutarlo in questo si può adottare lo stesso sistema descritto sopra.

Perché il cane deve ignorare i suoi simili quando è tenuto al guinzaglio???

Perché il guinzaglio impedisce una buona comunicazione e alcuni cani spesso finiscono per azzuffarsi perché si sentono prigionieri, oppure molto forti; senza contare che la presenza del conduttore può influire negativamente sull'incontro.
Infatti sé notato che l'incontro tra cani liberi è molto meno pericoloso, perchè ogni cane possiede una via di fuga e si può esprimere liberamente.

Ma quando il cane tira o ringhia è sempre colpa sua o è nostra???

Una buona condotta al guinzaglio non dipende solo da:

  • Buon educazione del cane
  • Buon rapporto
  • Buona socializzazione persone - cani - cose
  • Buon esercizio fisico ( sfogo quotidiano)
  • Buona condotta

ma dipende anche da quello che noi trasmettiamo al cane attraverso il guinzaglio ( paura - indecisione )

IL GUINZAGLIO, IL CORDONE OMBELICALE CHE LEGA NOI AL NOSTRO CANE

Il più delle volte noi non ce ne accorgiamo ma tendiamo a giocherellare con il guinzaglio dando delle piccole tensioni (segnali) al nostro cane. Questi segnali se non misurati possono essere fraintesi dando delle risposte negative da parte del nostro cane.
Porto due esempi e uno di questi mi riguarda personalmente.

Due anni fa ebbi un incidente in un parcheggio, a causa di un meticcio tenuto libero, mentre io avevo i miei due cani al guinzaglio.
Mentre stavo caricando sulla macchina lo zaino, questo meticcio ci viene vicino abbaiando, chiesi alla sua padrona di richiamarlo perché la situazione si stava scaldando ma non feci tempo a terminare la frase che il piccolo morse sul muso i miei, dando come risposta l'attacco da parte di Luna.
L'azione fu così fulminea che non ebbi il tempo di reagire inciampai nei miei piedi e caddi a terra come un salame.
Conclusione mi ruppi una mano, ed ebbi un leggero trauma facciale.
Quando mi ripresi dall'incidente, alla prima passeggiata mi accorsi d'avere paura a incontrare altri cani, cosa che non avevo mai avuto e cosa che Manny faceva in tutta tranquillità, ma qualcosa era cambiata Manny a poco a poco mutò atteggiamento ed ogni volta era sempre peggio.
Ho avuto bisogno di qualcuno che vedesse per me quello che io non vedevo.
Io trattenevo il mio cane e quindi questo atteggiamento lo metteva in allerta associandolo alla presenza degli altri.
La tensione del guinzaglio produceva due effetti:
1. Il cane si sentiva tirare e quindi in automatico lui tirava nella direzione opposta per fuggire dal fastidio provocato dal collare.
2. Davo un segnale di allerta al mio cane, non sentendomi rilassata lui agiva proteggendomi.
Il lavoro di recupero non l'ho fatto su Manny ma è stato fatto su di me.
Ho dovuto lavorare su di me stessa, una volta superato il problema le passeggiate sono ritornate quelle di sempre…."piacevoli".

LA SECONDA STORIA
SUSANNA & INUK

Susanna l'ho conosciuta un anno fa quando mi telefonò per avere uno dei miei cuccioli.
Premetto che Susanna è stata una delle migliori allieve, non solo ha seguito i miei consigli ma si è applicata in un modo estremamente preciso.
Solo che ora Inuk è cresciuto ed è diventato un bellissimo Cane da Lupo Cecoslovacco.
La particolarità di questa razza è proprio quella di assomigliare ad un Lupo Europeo.
Quindi dal bel cucciolo che era, che veniva ricoperto d'attenzioni e lodi da parte dei passanti ora essendo cresciuto da un immagine diversa del cane adulto …. Facendo riscoprire quella atavica paura del Lupo Cattivo nelle persone che sono neofite riguardo la razza.
Il problema di Susanna è la paura di quello che la gente possa pensare del suo cane,(cane cattivo) quindi quando nota sguardi impauriti trattiene in modo deciso Inuk trasferendo a lui un messaggio negativo di quell'incontro.
Provocando tensione nel cane, manifestata con brontolii.
Quindi trattenere il cane ad ogni incontro significa trasmettere al cane segnali sbagliati come: paura - indecisione - poca sicurezza di sé .
Il cane percependo questi nostri stati d'animo prende il comando.
Ricordatevi che un buon Leader ha sempre il controllo della situazione.
Per evitare tutto questo occorre che in primis Susanna abbia fiducia in se stessa e nel suo cane, riacquistando quella serenità necessaria a che anche il cane sia a sua volta tranquillo.
Il lavoro da fare è quello di portare l'attenzione del cane su di noi, con l'aiuto di un bocconcino, oppure semplicemente cambiando direzione senza lasciar intendere al cane che si voglia evitare quell'ostacolo volutamente.
Ma la cosa più importante è stare tranquilli e sereni sentendoci così il cane reagirà con neutralità ad ogni incontro.

Conclusione.

Le teorie, i testi i punti di vista sono fondamentali per una buon punto di partenza sull'educazione del cucciolo, ma la cosa fondamentale è l'esercizio, senza la pratica non si và da nessuna parte…


TESTO: KATIA VERZA
TESTO COPERTO DA COPYRIGHT NE E' VIETATO L'UTILIZZO CON QUALSIASI MEZZO SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELL'AUTORE.

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