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Tempo fa ricevo una email che diceva:

Il mio cane (un border collie di 3 anni, maschio) in particolari momenti diventa stranamente aggressivo. In particolare se lui si trova in auto e uno dei passeggeri scende senza alcun motivo inizia ad abbaiare ferocemente. Ugualmente quando è a casa e un membro della famiglia esce. Lui tenta di mordere la persona che se ne va, avvicinandosi e mordendola. Non riusciamo a capire per quale motivo si comporti così e soprattutto cosa occorra fare per fargli smettere questo comportamento. Cordialmente D.T.

Capite da soli, che una figura cinofila qualsiasi, leggendo queste poche righe non può tracciare ne un profilo del cane, ne un profilo del suo branco umano, e le principali ragioni si rinchiudono in tre punti:

– Occorre vedere cosa realmente accade in quella situazione.

– Occorre osservare il cane nel suo contesto quotidiano.

– Occorre osservare i membri della famiglia nella relazione tra loro e il cane.
Inoltre cosa che molti fanno è chiedere consigli a distanza sintetizzando il problema in poche righe, tralasciando tutto il resto. Particolari “omessi” perchè non ritenuti importanti, oppure perchè in cuor loro sanno di aver sbagliato in qualcosa (cani viziati, educazione errata) e piuttosto di ammettere le proprie colpe, si preferisce parlare solo del cane.

Personalmente di cani “pazzi” colpiti da patologie strane ne ho incontrati veramente pochi, a dire il vero forse nessuno fino ad ora, anche se di casi ne esistono, ma sono rari.
Quello che emerge in prima battuta è l’aggressività che il cane manifesta sulle persone del proprio nucleo famigliare quando si allontanano. Quindi ripassiamo cosa significa la parola “aggressività”.

L’aggressività (stato d’animo che proviamo tutti, uomo compreso) è un riflesso di difesa, che inizia si solito con una minaccia o avvertimento e che in assenza di alternative, può esplodere in uno scontro fisico. L’aggressività nonostante tutto, può essere evitata se noi conosciamo le cause che la fanno scatenare. Come fare: leggendo il linguaggio corporeo del cane, evitando determinate situazioni che portano il cane ad avere un’atteggiamento ai nostri occhi inappropriato.

Cosa è per noi appropriato o non appropriato?

Appropriato è quando il cane si comporta bene, quando sopporta tutte le nostre manie, senza fiatare, quando sale e scende da un letto o un divano, senza protestare, e via dicendo. Diventa inappropriato quando dopo avergli elargito un “vizio” riguardante un comportamento, lui acquisisce quella posizione predominante nei nostri confronti, arrivando a ringhiare, mordere, distruggere e così via.

Nel libro “Il Cane Aggressivo” di Joel Dehasse, c’è un passaggio molto interessante che dice:

Un gruppo sociale di cani e di esseri umani?

Un altro conflitto tra studiosi è capire se essere umano e cane formino un branco. Io parlo di famiglia-branco e pertanto, le aggressione dei cani nei confronti degli esseri umani, sono spesso comparabili a quelle che avvengono fra cani. Le sequenze possono variare, ma le definizioni rimangono valide. Se si rifiuta tale ipotesi, occorre inventare nuove definizioni.”

L’autore Dehasse, sottolinea con queste poche righe, che molto spesso, c’è il grande rifiuto da parte dell’uomo, nell’accettare che il cane vive con le sue regole, con i suoi istinti, con la sua natura, e tratta tutto quello che lo circonda con le regole che gli sono state dettate da Madre Natura, le quali difficilmente potranno essere assopite, a meno che non le si rispettino, portando così l’uomo a dei compromessi.
Purtroppo l’uomo le parole scomode non se le vuole proprio sentirsele dire, perchè richiederebbero “impegno e tempo per rimediare” e di solito “impegno e tempo richiedono anche una certa dose di fatica”.
Preferisce trovare qualcuno, (anche pagandolo cifre altissime), che avvalli le sue idee, le sue paure, le sue ansie, le sue fobie, basta che si senta dire quello che si vuol sentir dire, che gli si dia ragione, elargendo una ricetta miracolosa, che non avrà mai effetto, senza andare veramente al nocciolo della questione. Una sorta di coperta di Linus che lo rassicuri, anche se il problema rimane immutato o addirittura peggiorato.

Chi è il Border Collie?

Una suggestiva teoria, narra che il Border Collie discenda dai cani da pastore da renna giunti in Scozia con l’invasione Vichinga. In seguito grazie alle sue attitudini per la guardia e la conduzione si è affermato nel XIII secolo durante l’espansione della produzione laniera. Questo esemplare ha avuto una selezione molto severa, studiata in modo naturale e senza interventi sconsiderati da parte dell’uomo. Il Border Collie nel tempo ha sviluppato una grande resistenza fisica necessaria al lavoro su terreni sconnessi, adibiti alla pastorizia inglese.

Generalmente il Border Collie è un cane tranquillo, e si presta per molte attività di gioco, e ama stare con la sua famiglia. Però non può essere solo un cane da compagnia. Molti lo definiscono un cane molto intelligente, dalla grande energia fisica che deve sfogare lavorando (conduzione gregge, correre, giocare, varie attività). Se non lo si fa lavorare, può creare notevoli danni in casa, sfogando proprio quell’energia compressa, infatti come tutti i cani, che sono stati selezionati per mansioni lavorative nel vero senso della parola, non è adatto a chi non ha tempo da dedicargli. Di solito non è aggressivo con i membri della famiglia, e di solito non è neanche diffidente, di solito può diventare anche il miglior amico di un bambino. E’ un’animale che impara alla svelta, ma occorre stare attenti a come lo si educa, in alcuni casi comprende una cosa al posto di un’altra, quindi occorre essere molto chiari.
Ritornando all’email. Cosa emerge da quelle poche righe. Emerge solo il problema, non emerge tutto il contorno, di come lo vivono, di quanto viva da solo, di quanta attività svolge durante la giornata, di quanta inattività vive, di tutte quelle variabili che fanno parte di quel contesto di vita.

Emerge solo il fatto che il cane diventa furioso quando un membro del suo branco si allontana.

Mi sorge il dubbio, che lui viva i suoi compagni di branco, non come se fossero i suoi Leader, ma come se fossero “delle pecorelle” da radunare, ecco perchè va in escandescenza quando una di loro si allontana, venendo trattenuto lui va fuori di testa, non può fare il suo lavoro, e quando riesce a divincolarsi raggiunge al sua “pecorella” e la trattiene mordendola, esattamente come farebbe con un’animale da gregge.

Mi sorge il sospetto che all’animale sia stato dato un ruolo troppo “alto” in quel branco famigliare, rispetto al posto che dovrebbe occupare, di conseguenza dovrebbe essere rivista tutta la gerarchia, il modo di viverlo, e i ruoli assunti da tutti.

Quello che mi spiace, che molti scelgono alcune razze al posto di altre, solo perchè si lasciano incantare dalle pubblicità, dagli spettacoli, da tutto quello che è mediatico, senza fermarsi a riflettere sulla vera natura di quel “cane”. Dietro ad ogni razza, si cela uno studio, un lavoro lungo anni di selezioni, per aver quel tipo di risultato.

Un cane una volta serviva non per compagnia, ma serviva per svolgere una determinata mansione, guardia, conduzione, e poi di certo veniva la compagnia che nasceva tra le parti con il tempo.

Oggi giorno vediamo ogni genere di animale vivere nelle nostre case, (puma, tigri, tassi, a volpi, leoni), ma quando questi si ribellano creando veramente grandi scompigli, allora ci scandalizziamo, e siamo ancora così ignoranti da non ammettere i nostri sbagli.

I cani non sono diversi dagli altri animali. Noi abbiamo l’obbligo di non antropoformizzarli, ma di rispettarli, rispettando la loro natura, le loro caratteristiche, i loro caratteri e i loro istinti. Se non facciamo questo, bè, quello che raccoglieremo sarà solo frutto delle nostre scelte e delle nostre azioni.

Cosa consigliare alla persona che mi chiede aiuto? Di dargli più tempo, di permettergli di fare il cane sfogando le sue energie, di consultare un educatore capace e vicino a loro, che li possa consigliare adeguatamente, ma soprattutto di rivolgersi a qualcuno che conosca bene la razza, perchè solo chi conosce a fondo quella determinata razza NE conosce anche i punti di forza, e li può condurre alla soluzione del loro problema.

 

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Bibiografia: Il Cane Aggressivo di Joel Dehasse

Cenni storici sul Bordie Collie tratta da: https://it.wikipedia.org/wiki/Border_c