Ormai la Piccola Diana è con me da tre settimane e credo sia ora di condividere questo periodo cercando di raccontare come sono passate queste giornate insieme.
Premetto che sia il mio passato, cosi come anche la mia anima, sono già stati stregati e marchiati in modo indelebile dai Clc. Ed è proprio da qui che voglio partire: come è stato allora e come è invece ora.
I nostri primi Lupi sono arrivati dopo una visita ad un allevamento di Clc in Valsesia ormai più di 20 anni fa.

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La visita era finalizzata sia a vedere dal vivo queste meravigliose creature , sia e soprattutto a cercare di avere informazioni dall’allevatore sul loro carattere, temperamento e soprattutto su come inserirli in famiglia per viverli al meglio creando un legame sereno sia per noi che per loro. Io ho sempre avuto cani nella mia vita , fin da bambino, di tutte le razze ( svariati meticci, un beagle adottato dal canile, un collie , e un Rottweiller) ma i Clc sono un altra cosa e la semplice lettura, anche se approfondita e ampia, non poteva certo essere sufficiente a dissipare tutti i dubbi e le domande sulla razza che oltre tutto all’epoca non era molto conosciuta e diffusa come lo é oggi. Erano pochi gli articoli e le pubblicazioni e comunque tutte incentrate sulla loro storia e sull’origine genetica, quasi niente su comportamento e attitudini.
L allevatore ,seppur gentile e cortese ,ha liquidato la faccenda con quattro regolette striminzite “non fatelo salire sul divano, sul letto e mi raccomando passate sempre prima voi dalle porte”.. che ridere a ripensarci. Seppur a digiuno della razza, non ci hanno ovviamente soddisfatto lasciando irrisolte mille domande e altrettante perplessità.
La mancanza dell’allevatore ,e a questo punto mi permetto di aggiungere anche la sua scarsa professionalità, ci e costata molto cara. A pochi giorni dall’arrivo a casa del primo Clc, un maschio che abbiamo chiamato Manny, abbiamo capito subito che non si trattava di un cane normale… anzi che del cane aveva davvero poco. Non sto dicendo che fosse cattivo ( termine per altro solo umano che non si adatta per nulla ai cani che non sono ne buoni ne cattivi, totalmente scevri da concezioni morali) Lui era “ diverso “. Lo vedete anche voi coi vostri cuccioli … sono precoci in tutto .. furbi ..sono degli osservatori scaltri che osservano e imparano in fretta come nessun altro cane ,spinti da un fuoco istintivo non filtrato e diluito da mille e mille incroci di razze diverse. Tutto normale per loro ,immediato e veloce. Del resto in natura hanno poco tempo per crescere e per imparare a capire come é strutturato il branco, l educazione ,il rispetto e poi a cacciare per garantire la sopravvivenza loro e del branco in cui sono inseriti.

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Per peggiorare la situazione ,e ovviamente credendo noi di fare buona cosa , abbiamo chiesto all’allevatore se fosse il caso di affiancare al maschio che era con noi da poche settimane , una femmina.. a che si “ facessero compagnia”. Un errore fatale che ha solo peggiorato la situazione.
La femmina è arrivata, Luna , una cagnolina bravissima e dolcissima ma furba e che ovviamente ha creato subito un legame molto forte e soprattutto esclusivo con il suo Manny. Noi siamo rimasti ancora più spiazzati, tagliati completamente fuori da loro due; spesso scappavano da casa saltando la recinzione ( alta 2 metri ) come se nemmeno ci fosse, e giravano per le campagne circostanti incuranti di noi due poveri umani che ,rincorrendoli disperati ,cercavamo invano di richiamarli.
Le fughe sono state solo un aspetto della nostra “ ignoranza “ sulla razza. Anche se a casa non hanno mai manifestato aggressività nei nostri confronti, era chiaro che umani e cani fossimo due entità separate…alieni arrivati da pianeti diversi, con abitudini, usanze e soprattutto linguaggi diversi e incomprensibili .Non riuscivamo a comunicare, a capirci, e a spiegarci vicendevolmente . Il disagio era nostro ma anche loro.. sono animali che vivono e sopravvivono perché sanno comunicare bene fra loro e perché il branco è la loro vita . La comunicazione é alla base di tutto : della gerarchia , del riconoscimento e del rispetto dei ruoli, delle regole, della caccia della sopravvivenza, del gioco e della serenità .Il punto cardine è proprio questo. La nostra fortuna è stata nell’avere molto tempo libero. All’epoca sia io che Katia lavoravamo su turni, e spesso di giorno eravamo a casa entrambi. Abbiamo passato mesi a osservarli seduti in giardino, leggendo tutto quello che era disponibile sui lupi :comportamento, struttura dei branchi, gerarchie, dinamiche, comunicazione ,linguaggi e lì abbiamo trovato una sovrapposizione quasi totale col comportamento dei nostri Clc. E’ stato come se avessimo trovato una sorta di “stele di rosetta” ,una chiave di lettura… incompleta ovviamente, ma che ci ha permesso sia di iniziare tradurre e capire quello che dicevano e facevano sia ciò che ci chiedevano. Ovvio che siamo stati noi a dover adattare il nostro linguaggio, non verbale e verbale al loro . E stato difficile, lungo e faticoso ma anche incredibilmente affascinante e istruttivo e pian piano tutto é cambiato . Abbiamo iniziato a parlare tutti la stessa lingua, a capirci sempre di più. Sono nate le gerarchie, le regole, il rispetto reciproco e quello che all’inizio erano due gruppi di alieni di pianti diversi è diventato un branco unico fatto di umani e di Clc. Le fughe sono state sostituite da lunghe passeggiate in campagna e anche in montagna ( dove avevamo una casa ) senza che ci fosse nessun tipo di problema, liberi di correre e di tornare da noi solo per incrociare il nostro sguardo prima di lanciarsi di nuovo in corse sfrenate. Sono stati anni bellissimi i cui loro e noi ci muovevamo e vivevamo sempre insieme…davvero fusi ..parti non più diverse di uno stesso branco.

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Da quel momento è stata un andatura al mascone , senza quasi mai ostacoli anche quando abbiamo deciso di adottare una cagnolina che era viveva nel paese in montagna dove avevamo la casa in Valsesia.
Ambra, un Cane da Pastore di Oropa che era rimasta orfana del suo compagno umano e che avrebbe fatto una bruttissima fine. Ecco lei era il classico cane da paese montano, scorrazzava libera da sola , praticamente senza regole umane, senza educazione. Tutto ciò che sapeva l aveva appreso dall’esperienza e dall’osservazione della vita che la circondava, dalla convivenza con gli umani che spesso non era neanche facile. Lei era molto più sveglia dei nostri lupi, lo é sempre stata proprio perché aveva accumulato un bagaglio esperienziale esteso e differenziato fatto sia di situazioni positive ma anche di tantissime negative. Arrivata a casa dai lupi , che lei già conosceva da quando si accodava a noi durante le nostre passeggiate negli alpeggi , c’è stata una fase di assestamento, soprattutto con Luna. Si sono scontrate alcune volte anche violentemente ,perché andava ridefinita la gerarchia fra le femmine. Alla fine dopo qualche morso ( sia fra loro che anche a noi ) e qualche visita dal veterinario, Ambra ha accettato il ruolo dominante di Luna e la situazione si e normalizzata. Il branco si era allargato con un nuovo membro che aveva capito sia le regole del nuovo ambiente si quale fosse la sua posizione gerarchica.
L avventura si è completata quando abbiamo deciso di fare la nostra prima cucciolata. Una esperienza nuova per tutti umani e non. Abbiamo vissuto tutti insieme le varie fasi che hanno portato alla nascita dei cuccioli e anche i mesi in cui sono rimasti con noi. Vivendo in modo esterrefatto i cambiamenti che sono tipici di questo periodo. Tutto cambia anche se per poco tempo. Riprendendo la “ dinamicità” dei ruoli direi che siamo stati noi umani ad essere “guidati “ da loro. Loro sapevano cosa sarebbe successo molto più di noi, cosa si dovesse fare, come dovessero cambiare i loro comportamenti; siamo stati trascinati, rimanendo un po dietro a loro che hanno comunque sempre condiviso con noi quello che stava succedendo con una fiducia assoluta. Eravamo noi un po al traino loro e ci siamo lasciati tirare . Più volte siamo rimasti noi meravigliati, senza parole di fronte ai loro comportamenti. In una situazione nuova, piena di incognite, di rischi e che loro hanno invece vissuto con la naturalezza e la consapevolezza proprie di chi ha già vissuto mille e mille volte quegli eventi. Ma come era possibile, ci chiedevamo, che sapessero esattamente cosa fare?, quando farlo e che nelle difficoltà ci chiedessero aiuto con la massima naturalezza? Chi aveva loro insegnato? La risposta la conosciamo tutti ovviamente . Ma un conto è leggerlo su un libro o vederlo in un documentario diverso e essere li e vedere, partecipare. Il Clc è questo. Istinto puro ,e come ho già detto, non filtrato. Quando lo vedi, lo senti in modo cosi diretto e vicino ne rimani affascinato e incantato.
Con i cuccioli siamo passati ad una nuova fase. Superata quella neonatale , in cui in buona parte tutto si riduce alla sostentamento da parte della mamma, il branco si e ingrandito; abbiamo visto i ruoli dei genitori e di Ambra nell’educazione dei piccoli.; il ruolo educativo del gioco e dell’interazione fra loro , con Ambra e con i genitori. Al passare dei giorni appariva sempre più chiaro quanto i cuccioli fossero diversi fra di loro nel carattere e modo di affrontare e rispondere alle varie situazioni .Katia , molto più attenta di me, compilava dei “ profili caratteriali” dei diversi cuccioli annotando le diversità caratteriali fra di loro .
Tutto si è svolto senza nessun problema fino alla partenza dei cuccioli. Poi ,altrettanto facilmente con cui tutto era cambiato, il branco è ritornato quello di prima anche se con una aggiunta. Uno dei cuccioli era rimasto con noi per scelta mia e di Katia. Eragon; di certo il Clc più strafottente che abbia mai visto. Era come se avesse sempre saputo che sarebbe rimasto con noi.. che non avrebbe lasciato la casa… è difficile da spiegare. Lui era un misto di sicurezza e di strafottenza, doveva sempre avere l ultima parola. E Dio sa quante volta siamo intervenuti per riprenderlo. Eppure niente è sempre rimasto cosi. Lui decideva quando voleva essere coccolato.. lui ti veniva vicino quando voleva e credo che mi abbia dato una o due lappate in tutta la sua vita. Eragon era cosi.. e a noi andava bene perché bisogna essere anche consapevoli che ogni cane , ogni Clc, è diverso dall’altro .Col suo carattere , le sue caratteristiche e anche i suoi difetti ,che dobbiamo anche imparare ad accettare .Cercare di cambiarli a tutti i costi intervenendo in modo troppo incisivo e marcato e deleterio sia perché non é possibile cambiare l indole sia perché é facile ottenere risultati peggiori .
Questa é stata la mia vita finché le strade mia e di Katia si sono divise. Ho lasciato Katia e anche il branco ; Mi ha ferito sia avere fallito con Lei che avere lasciato i Lupi. Si perché alla fine è comunque un fallimento e certe dinamiche proprie dell’animo umano i Clc ovviamente non le possono capire .
Io me ne sono andato mentre lei è rimasta con loro continuando a viverli e a crescere professionalmente fino ad arrivare alla professionista super preparata che è oggi.
Ho aiutato Katia a seppellire quando il tempo è arrivato tutti i nostri lupi.. e di questo la ringrazio per avere condiviso fino alla fine , ciò che avevamo iniziato insieme molti anni prima.
L arrivo di Diana adesso non è assolutamente paragonabile a ciò che ho raccontato. In piccola parte per la mia pregressa esperienza, ma soprattutto per il lavoro che Katia ha fatto con i cuccioli.
Sono nati in casa, sono sempre rimasti in contatto con la mamma e con le varie zie e zii che hanno contribuito ognuno per il loro ruolo e compito alla loro educazione. Katia ha funto un po da ultimo supervisore che ha permesso la corretta crescita ed educazione dei cuccioli; la presenza di Katia insieme ai genitori ha permesso che i cuccioli ricevessero la giusta educazione sia da parte dei genitori e degli zii che anche da parte di Katia che con qualche urlo al momento giusto è stata attenta e pronta a intervenire dove fosse necessario.

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Il risultato è un cucciolo, parlo per il mio ma vale per tutti credo, sereno , educato ( da controllare e da riprendere ogni 5 minuti è vero ma questo fa parte del gioco ) che non ha paura ,di rumori e di ciò che non conosce e che soprattutto ha cercato subito una figura di riferimento una volta lasciati i suoi fratelli. Un cucciolo che va ovviamente seguito e formato nel suo percorso di crescita. Ecco il valore aggiunto che a noi e mancato; una persona che è sempre a disposizione per qualsiasi dubbio, domanda e problema. Avere la possibilità di essere seguiti cosi da vicino è fondamentale sia ai cuccioli che a noi nuovi proprietari. Evitando di commettere troppi errori che da correggere poi sono difficili.
Auguro e auspico a tutti voi umani e cuccioli una buona vita insieme.
Per Aspera ad Astra..
Mattia